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RECENSIONI
Due libri per due giavenesi: le poesie di
Fabrizio Picco e la musica di Alessandro Besselva
“Ombre d’argento” è il titolo del piccolo libro di
poesie di Fabrizio Picco, edito da Mef Firenze. Come spiega
l’autore nell’introduzione, il titolo si riferisce a “ombre
d’argento formate da quella materia effimera e fugace che è
alla base dei sogni e delle illusioni. A volte però, possono
diventare concrete e reali e servire come asse portante per
gli universi privati di una moltitudine di persone”.
Circa 50 le
poesie raccolte in questo volumetto, alcune più tristi, altre
speranzose, alcune intimiste, altre rivolte al mondo. Un
universo che si svela come le “scatole cinesi” che danno
il titolo a una delle poesie, il piacere di raccontare le
storie, come i viaggiatori di un tempo.
Pubblichiamo
“Cantico dello schiavo
moderno”
La giacca, la cravatta:
i tuoi ferri, le tue catene.
L’ufficio, il tuo moderno,
personale, funzionale,
campo di cotone.
Il sorvegliante è già al suo posto,
alla scrivania di fronte alla tua,
ti guarda e sogghigna, perché sa che
gli appartieni, sei il suo schiavo moderno,
caverà sangue e sudore, senza neanche
minacciarti con la frusta.
E non potrai nemmeno consolarti
cantando un vecchio Gospel, perché sei
uno schiavo moderno e il Dio del denaro
è il tuo unico Padrone.
Alessandro
Besselva Alerame è invece coautore di “Su la testa!
1994-2004, dieci anni di rock italiano”, scritto con John
Vignola, Carlo Bordone, Luca Castelli e Damir Ivic, pubblicato
dalla casa editrice specializzata in musica Arcana.
Alessandro
Besselva è uno specialista del settore; è infatti redattore
della rivista “Il Mucchio Selvaggio” e collabora a “KW
Musica”.
In questo
libro che celebra il rock italiano dell’ultimo decennio, che
comprende artisti arrivati alla fama nazionale ed
internazionale partendo spesso da circuiti underground, si
susseguono gli appunti di viaggio di quattro giornalisti
esperti che seguono il settore da diversi anni. Le storie
felici dei Subsonica, di Elisa, di Cristina Donà, tanto per
fare qualche nome, danno il senso della vitalità del sistema
musicale italiano, del fatto che c’è ancora una forte
voglia di dire, di gridare, di parlare al cuore attraverso la
musica, linguaggio universale. Ma testimoniano anche la
contaminazione dei generi e la volontà di creare circuiti
alternativi ed indipendenti. La parte di Besselva è proprio
dedicata ai “Sentieri indipendenti”.
Coazze vista dal Faro in un giorno senza smog…
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Paolo Vigni, presidente della Pro Loco di Coazze, ci invia
questa bella fotografia di Coazze scattata dal Faro presso la
Collina del Castello in una giornata senza smog. |
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