|
RECENSIONI
Carlo Grande e la cavalcata selvaggia
È stato presentato venerdì 25 giugno
nella nuova sede del cai di Giaveno il secondo libro di Carlo
Grande “La cavalcata selvaggia” edito da Ponte alle
Grazie. Una quarantina di persone ha assistito
all’interessante colloquio con lo scrittore torinese,
giornalista de “la Stampa”, per sette anni anche direttore
di Italia Nostra, mensile ambientalista. Il romanzo narra le
vicende di alcuni ufficiali italiani catturati dagli inglesi
durante la seconda guerra mondiale e portati in campi di
prigionia in India, a Yol. Dopo l’8 settembre alcuni di loro
ottengono dagli inglesi il permesso di uscire dai confini del
campo, e cominciano ad esplorare i dintorni, soprattutto
quelle splendide montagne che preludono alla catena dell’Himalaya.
Nelle imprese alpinistiche i prigionieri ritrovano slancio
verso la vita, dopo i primi anni di patimento nel campo.
Ritrovano anche l’amicizia e la
solidarietà,
la fatica quotidiana, il senso di un’impresa condotta
insieme ai compagni di sventura, e anche un patriottismo che
non necessariamente passa attraverso le armi.
Carlo Grande era già stato ospite, nel
gennaio 2003, di Coazze per presentare il suo primo romanzo
“La via dei lupi”, che narra la storia (basata su
documenti veri) di Francois de Bardonneche, signore medievale
che si ribellò ad un’ingiustizia, condannandosi ad un
esilio volontario, per ben 12 anni, sulle montagne delle
nostre zone.
Nella foto di Andrea Trapani, Carlo
Grande firma una copia del suo libro.
Elisa Bevilacqua
|