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Serata informativa sul Tav
Una serata per parlare di Tav anche in Val Sangone. lunedì 18 luglio alle 21 a Villa Favorita,
sede della Comunità Montana Val Sangone. Resoconto
Una sessantina di persone ha partecipato lunedì sera a
Villa Favorita all'incontro con i sindaci valsusini per
parlare di Tav.
Erano presenti Simona Pognant, sindaco di Borgone, Nilo
Durbiano primo cittadino di Venaus e Roberto Barbon
vicesindaco di Bruzolo.
Nell'introdurre gli ospiti Claudio Rolando ha sottolineato
come la scelta della sede della Comunità Montana non sia
stata casuale, proprio per dare un senso di solidarietà da
parte di tutta la Val Sangone. Inoltre, Rolando ha ricordato
come alcuni illustri intellettuali parlino oggi di necessità
di de-sviluppo, de-crescita, per una miglior qualità della
vita. "Il territorio poi chiede il conto".
Nel suo lungo intervento introduttivo Nilo Durbiano ha toccato
diversi punti. "La lotta a questo tipo di sviluppo
rappresentato dal Tav dura da dieci anni, per darvi un'idea il
primo presidente regionale che venne a trovarci in Val Susa
era Brizio, non so quanti se lo ricordano ancora. Alla prima
manifestazione a Sant'Ambrogio c'erano 2000 persone, nel 2002
eravamo 20.000, quest'anno alla marcia Susa-Venaus 35.000.
Siamo reduci dall'incontro al Ministero dei Trasporti lunedì
scorso, e la nostra impressione è che chi siede a questi
tavoli, purtroppo spesso non sa di cosa parla, le nostre
problematiche non le conosce o peggio non gli interessano. Chi
tira le fila di progetti come il Tav sono le lobby
costruttrici, hanno le "mani pesanti" e riescono ad
imporre ai politici e ai giornali anche una censura nei nostri
confronti.
Il presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa e Val
Cenischia Antonio Ferrentino dice una cosa su cui sono
d'accordo: noi non vogliamo avere a tutti i costi ragione, noi
abbiamo delle ragioni, ma non abbiamo mai avuto risposte. Alle
nostre domande su salute, utilità, costi dell'opera, nessuno
ha mai risposto se non "è un'opera strategica".
Una delle bufale più grosse è quella che la Cee finanzia
l'opera. Ma le opere strategiche vengono finanziate la 10 per
cento. C'è una proposta per passare al 20 per cento, ma
capite che rimane, nella migliore delle ipotesi, fuori l'80
per cento del costo: questi sono a carico di Italia e Francia.
Sto parlando di un importo di 20 miliardi di euro solo per la
tratta Torino-Lione, senza contare che di solito in queste
opere pubbliche ci sono le "sorprese" che fanno
aumentare i costi.
E a proposito di sorprese, a seguito dell'incidente nel tunnel
del Frejus molti si sono precipitati a dire ah, se ci fosse il
Tav. Ma un'opera di questo livello abbisogna di sei/sette anni
per la progettazione, un anno per gli appalti e 18 anni di
cantiere, sempre senza sorprese. Come si fa a dire che
risolverebbe i problemi del traffico posti attualmente? Le
risposte alla chiusura del Frejus oggi sarebbero risposte che
arrivano tra 30 anni!
Voglio fare due passaggi sul passato: il progetto è nato per
collegare il lionese e l'area Milano-Torino tra loro per il
trasporto dei passeggeri. Sei anni fa la Geie (società mista
italo francese) ha inaugurato una linea passeggeri Milano
Torino Lione Parigi con quattro coppie di treni giornalieri: i
passaggi erano così scarsi che ora le coppie sono solo più
tre. Dietro le nostre insistenti richieste in proposito, ci è
stato detto allora che la linea non era più per i passeggeri
ma per le merci, è così è diventata linea Tac.
La Comunità Montana Bassa Valle di Susa ha commissionato a
sue spese uno studio alla società Polinomia di Milano che fa
consulenze per le ferrovie di mezza Europa (ma non italiane).
Secondo questi studi i valichi alpini attuali, con una
adeguata redistribuzione del traffico, possono dare risposte
adeguate per i prossimi 20 anni. Le risposte serie non possono
andare oltre i venti anni, perché dal punto di vista delle
ipotesi sul futuro non ci si può spingere oltre i venti anni,
del resto venti anni fa non c'erano i telefonini ad esempio.
Lo stesso studio dice che il 35 % delle merci che transitano
sulle Alpi passano dalla Val di Susa, intendendo la somma di
treno + gomma. Secondo noi i trasporti non possono essere
magazzini viaggianti come sono oggi, questo è un sistema di
sprechi. Anche se tutto continuasse così, con l'attuale
modello di sviluppo, secondo questo studio non servirebbe
neanche il potenziamento della attuale linea, altro che farne
una nuova".
Il moderatore Claudio Rolando ha fatto i complimenti agli
amministratori valsusini per il loro lavoro di informazione e
di attenzione, e ha chiesto come si è sviluppata in Val di
Susa una coscienza di valle.
Il sindaco di Borgone Simona Pognant risponde: "Sì è
vero gli amministratori sono stati bravi, ma brava è stata
soprattutto la popolazione, perché dappertutto, in ogni
Comune, sono nati i comitati spontanei, che sono sempre
cresciuti fino ad oggi. C'è anche un comitato istituzionale
che li raccoglie tutti.
Il 20 giugno nel mio Comune dovevano cominciare i sondaggi sul
terreno, ma per fortuna i sindaci mi hanno aiutato, e c'erano
anche 200 persone. Finora siamo riusciti a rimandare i
sondaggi, il Prefetto ha convocato noi sindaci sgridandoci
perché quando indossiamo la fascia tricolore dobbiamo
rappresentare tutta l'Italia e la Costituzione. Io gli ho
risposto che io rappresento prima di tutto chi mi ha eletta.
In tutto questo la popolazione ci aiuta, fare un po' di rumore
sta portando ai primi risultati.
Noi abbiamo sempre con noi un documento in cui individuiamo le
7 criticità del progetto, ad oggi nessuno ci ha dato delle
risposte. Io vorrei capire perché nel mio Comune ho il piano
regolatore bloccato sulla montagna per problemi di assetto
idrogeologico e invece i costruttori possono fare i buchi che
vogliono senza nessun permesso.
È vero, abbiamo partecipato a tante riunioni, a tanti
incontri, ma la mia impressione è che siamo sempre stati
sentiti ma mai ascoltati veramente.
Dopo la riunione al Ministero io ero abbastanza delusa, poi
invece a Caselle ci aspettavano in sei, quella sera ho
ricevuto 30 messaggi, la sera dopo 300 persone mi aspettavano
al presidio per sapere come era andata. È questa la forza che
ci fa andare avanti. Venite a trovarci nei presidi, capirete
lo spirito che c'è".
Il moderatore Rolando ha chiesto a Roberto Barbon a chi giova
la Torino Lione.
Barbon: "Io sono amministratore a Bruzolo dall'85. Tutta
la storia è partita già dall'autostrada, quando la valle si
è resa conto di essere trattata come un corridoio e l'ha
capito quando è bastato un decreto del ministro dei lavori
pubblici Prandini per dare il via all'autostrada e fare i
cantieri. Appena l'autostrada era finita, arrivò l'ipotesi di
fare un elettrodotto. Anche allora ci dicevano che era
strategico, che era indispensabile per l'economia nazionale e
addirittura della Grecia. Per mitigare l'impatto ambientale di
tralicci alti 70 metri posti nel mio Comune, si proponevano
tinteggiature stagionali per mimetizzarli, verdi d'estate e
bianchi d'inverno. So che fa sorridere, ma è per farvi capire
il livello di discussione con le controparti.
La coscienza di valle allora non c'era ancora, ma cominciavano
i primi contatti tra i Comuni.
Poi si cominciò a parlare di Tav, e lo si faceva dicendo che
era indispensabile collegare Lisbona a Kiev, perché lo
sviluppo andava verso l'est europeo, pensate che adesso, dopo
15 anni, questo è già superato, le ditte che erano andate
nell'est si spostano in Cina, allora vogliamo fare arrivare il
Tav fino in Cina? Uno dei pilastri su cui si basavano gli
slogan dei proponenti sta crollando.
Dietro quest'opera c'è una massa impressionante di denaro, ma
è solo virtuale, perché i soldi per l'opera non ci sono.
Pensate che addirittura non sono previsti i rimborsi per gli
espropri. O meglio viene detto che gli immobili distrutti
saranno valutati al costo di mercato del momento in cui
saranno spianati: pensate un po' quant'è…è logico, è
zero! Pensate che le normative sul Pai (piano assetto
idrogeologico) e quelle sul rumore sono restrittive
addirittura per chi deve rifarsi il tetto, mentre in questo
caso vengono scavalcate bellamente. E poi ancora: nel mio
Comune scorrono il rio Pissaglio, responsabile di diverse
inondazioni, e un canale industriale. Nelle mappe che abbiamo
visto, semplicemente, non ci sono. Non sono disegnati.
Il mio Comune, Bruzolo, è talmente fortunato che fa parte di
due progetti, quello della tratta nazionale e quello della
tratta internazionale, perché non hanno ancora deciso bene
dove finisce una e comincia l'altra, e ce la giochiamo noi e
Borgone. Il fatto divertente (si fa per dire) è che i
progetti sono diversi! Così si pagano due progetti, e poi
sono anche diversi. Le uniche cose in comune tra i due è che
il mio Comune, in sei chilometri quadri, dove già ospita
autostrada, due statali, la Dora, la ferrovia normale, il
canale, una provinciale, un elettrodotto, dovrebbe ospitare
anche sei binari in più, un elettrodotto che alimenta due
centrali, di cui una funzionante e una di riserva, le baracche
degli addetti ai lavori e il sito di stoccaggio dello smarino
(residuo della lavorazione della pietra amiantifera). Ma dove
la mettiamo tutta questa roba?. Viene spianato tutto il
territorio agricolo e anche le sei fabbriche che abbiamo.
Proposte alternative sono state fatte, ma dall'altra parte
abbiamo sempre trovato il fatalismo: dobbiamo passare di qui
perché la Francia vuole così."
Riprende la parola Durbiano, anche a seguito di interventi e
domande del pubblico: "Se proprio dobbiamo usare tutti
questi soldi pubblici, potremmo migliorare le linee esistenti.
Pensate che nella Regione Piemonte ci sono ancora molte linee
a binario unico. Io penso che se si realizzano infrastrutture
così pesanti, poi almeno la gente dovrebbe poterle
utilizzare, mi viene in mente il tunnel della Manica che a
oggi è in pieno deficit.
Tenete anche conto che il nome Torino-Lione a oggi è
fuorviante, perché a oggi si dovrebbe parlare più
correttamente di Milano-Lione, dato che la città di Torino
aveva investito sul polo di Orbassano che a oggi non è
collegato al sistema, rimane isolato. Esiste un progetto, da
venti anni, che con otto chilometri di bretella, si potrebbe
bypassare Torino attraverso Orbassano e fare dello scalo il
punto focale dell'asse Sud-Nord. È chiaro che otto chilometri
di bretella costano troppo poco per le mire delle lobby…
Sappiate anche che il movimento "No Tav" non è
politico, raccoglie persone di destra, sinistra e centro,
addirittura ci appoggiano i parroci, anche contro i vescovi di
Susa e di Torino che invece sono a favore dell'opera.
Ultima cosa: nella relazione sull'impatto che il mio Comune,
Venaus, avrebbe dall'opera, c'è scritto chiaro "impatto
irreversibile sul territorio".
Roberto Barbon ha poi ricordato come diverse Comunità Momtane
del cuneese abbiano adottato delle delibere di sostegno alle
due Comunità valsusine e ha chiesto al nostro ente di valle
di fare altrettanto.
Simona Pognant ha poi ricordato come la proposta di moratoria
di tre mesi (sospensione di tre mesi) chiesta dai sindaci
valsusini fosse importante per far sedere infine tutti ad un
tavolo, politici e tecnici, ma secondo Barbon il problema è
che i politici sono totalmente succubi dei tecnici, spesso non
sanno di cosa stanno parlando, si sono convinti che la cosa è
giusta senza approfondire le questioni.
Rispetto al "blocco del sondaggi" con i presidi, dal
pubblico una domanda provocatoria: "Ma perché non li
fate fare così si scopre se davvero ci sono amianto ed
uranio?". La risposta: "Noi sappiamo già che ci
sono, per via di uno studio dell'Università di Siena
commissionato dagli stessi proponenti. Inoltre, ci sono due
questioni di metodo: i sondaggi andrebbero fatti prima del
preliminare, per evitare i sprecare i soldi del preliminare
stesso, ed inoltre farli in pianura non ha alcun senso perché
lì si trovano ghiaia e detriti portati dalla Dora: sarebbe
giusto farli in montagna, dove i nostri Comuni avevano le
cave: lì sono i problemi".
A Durbiano la conclusione: "Le nostre istanze, faldoni e
documenti vari, occupano un metro cubo di spazio. Le risposte
pervenute sono contenute in quattro pagine formato A4, di cui
una di intestazione. A voi i commenti".
Il prossimo appuntamento per parlare di Tav e per costituire
un comitato spontaneo valsangonese è fissato per mercoledì
27 luglio alle ore 21 presso la sede di piazza Claretta angolo
via XX Settembre.
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