IN GIAVENO - Notizie - Luglio week 26 - 2005

NOTIZIE  - Serata informativa sul Tav
Una serata per parlare di Tav anche in Val Sangone.  lunedì 18 luglio alle 21 a Villa Favorita, sede della Comunità Montana Val Sangone. 

Resoconto

Una sessantina di persone ha partecipato lunedì sera a Villa Favorita all'incontro con i sindaci valsusini per parlare di Tav.
Erano presenti Simona Pognant, sindaco di Borgone, Nilo Durbiano primo cittadino di Venaus e Roberto Barbon vicesindaco di Bruzolo.
Nell'introdurre gli ospiti Claudio Rolando ha sottolineato come la scelta della sede della Comunità Montana non sia stata casuale, proprio per dare un senso di solidarietà da parte di tutta la Val Sangone. Inoltre, Rolando ha ricordato come alcuni illustri intellettuali parlino oggi di necessità di de-sviluppo, de-crescita, per una miglior qualità della vita. "Il territorio poi chiede il conto".
Nel suo lungo intervento introduttivo Nilo Durbiano ha toccato diversi punti. "La lotta a questo tipo di sviluppo rappresentato dal Tav dura da dieci anni, per darvi un'idea il primo presidente regionale che venne a trovarci in Val Susa era Brizio, non so quanti se lo ricordano ancora. Alla prima manifestazione a Sant'Ambrogio c'erano 2000 persone, nel 2002 eravamo 20.000, quest'anno alla marcia Susa-Venaus 35.000.
Siamo reduci dall'incontro al Ministero dei Trasporti lunedì scorso, e la nostra impressione è che chi siede a questi tavoli, purtroppo spesso non sa di cosa parla, le nostre problematiche non le conosce o peggio non gli interessano. Chi tira le fila di progetti come il Tav sono le lobby costruttrici, hanno le "mani pesanti" e riescono ad imporre ai politici e ai giornali anche una censura nei nostri confronti.
Il presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa e Val Cenischia Antonio Ferrentino dice una cosa su cui sono d'accordo: noi non vogliamo avere a tutti i costi ragione, noi abbiamo delle ragioni, ma non abbiamo mai avuto risposte. Alle nostre domande su salute, utilità, costi dell'opera, nessuno ha mai risposto se non "è un'opera strategica".
Una delle bufale più grosse è quella che la Cee finanzia l'opera. Ma le opere strategiche vengono finanziate la 10 per cento. C'è una proposta per passare al 20 per cento, ma capite che rimane, nella migliore delle ipotesi, fuori l'80 per cento del costo: questi sono a carico di Italia e Francia. Sto parlando di un importo di 20 miliardi di euro solo per la tratta Torino-Lione, senza contare che di solito in queste opere pubbliche ci sono le "sorprese" che fanno aumentare i costi.
E a proposito di sorprese, a seguito dell'incidente nel tunnel del Frejus molti si sono precipitati a dire ah, se ci fosse il Tav. Ma un'opera di questo livello abbisogna di sei/sette anni per la progettazione, un anno per gli appalti e 18 anni di cantiere, sempre senza sorprese. Come si fa a dire che risolverebbe i problemi del traffico posti attualmente? Le risposte alla chiusura del Frejus oggi sarebbero risposte che arrivano tra 30 anni!
Voglio fare due passaggi sul passato: il progetto è nato per collegare il lionese e l'area Milano-Torino tra loro per il trasporto dei passeggeri. Sei anni fa la Geie (società mista italo francese) ha inaugurato una linea passeggeri Milano Torino Lione Parigi con quattro coppie di treni giornalieri: i passaggi erano così scarsi che ora le coppie sono solo più tre. Dietro le nostre insistenti richieste in proposito, ci è stato detto allora che la linea non era più per i passeggeri ma per le merci, è così è diventata linea Tac.
La Comunità Montana Bassa Valle di Susa ha commissionato a sue spese uno studio alla società Polinomia di Milano che fa consulenze per le ferrovie di mezza Europa (ma non italiane). Secondo questi studi i valichi alpini attuali, con una adeguata redistribuzione del traffico, possono dare risposte adeguate per i prossimi 20 anni. Le risposte serie non possono andare oltre i venti anni, perché dal punto di vista delle ipotesi sul futuro non ci si può spingere oltre i venti anni, del resto venti anni fa non c'erano i telefonini ad esempio. Lo stesso studio dice che il 35 % delle merci che transitano sulle Alpi passano dalla Val di Susa, intendendo la somma di treno + gomma. Secondo noi i trasporti non possono essere magazzini viaggianti come sono oggi, questo è un sistema di sprechi. Anche se tutto continuasse così, con l'attuale modello di sviluppo, secondo questo studio non servirebbe neanche il potenziamento della attuale linea, altro che farne una nuova".
Il moderatore Claudio Rolando ha fatto i complimenti agli amministratori valsusini per il loro lavoro di informazione e di attenzione, e ha chiesto come si è sviluppata in Val di Susa una coscienza di valle.
Il sindaco di Borgone Simona Pognant risponde: "Sì è vero gli amministratori sono stati bravi, ma brava è stata soprattutto la popolazione, perché dappertutto, in ogni Comune, sono nati i comitati spontanei, che sono sempre cresciuti fino ad oggi. C'è anche un comitato istituzionale che li raccoglie tutti.
Il 20 giugno nel mio Comune dovevano cominciare i sondaggi sul terreno, ma per fortuna i sindaci mi hanno aiutato, e c'erano anche 200 persone. Finora siamo riusciti a rimandare i sondaggi, il Prefetto ha convocato noi sindaci sgridandoci perché quando indossiamo la fascia tricolore dobbiamo rappresentare tutta l'Italia e la Costituzione. Io gli ho risposto che io rappresento prima di tutto chi mi ha eletta. In tutto questo la popolazione ci aiuta, fare un po' di rumore sta portando ai primi risultati.
Noi abbiamo sempre con noi un documento in cui individuiamo le 7 criticità del progetto, ad oggi nessuno ci ha dato delle risposte. Io vorrei capire perché nel mio Comune ho il piano regolatore bloccato sulla montagna per problemi di assetto idrogeologico e invece i costruttori possono fare i buchi che vogliono senza nessun permesso.
È vero, abbiamo partecipato a tante riunioni, a tanti incontri, ma la mia impressione è che siamo sempre stati sentiti ma mai ascoltati veramente.
Dopo la riunione al Ministero io ero abbastanza delusa, poi invece a Caselle ci aspettavano in sei, quella sera ho ricevuto 30 messaggi, la sera dopo 300 persone mi aspettavano al presidio per sapere come era andata. È questa la forza che ci fa andare avanti. Venite a trovarci nei presidi, capirete lo spirito che c'è".
Il moderatore Rolando ha chiesto a Roberto Barbon a chi giova la Torino Lione.
Barbon: "Io sono amministratore a Bruzolo dall'85. Tutta la storia è partita già dall'autostrada, quando la valle si è resa conto di essere trattata come un corridoio e l'ha capito quando è bastato un decreto del ministro dei lavori pubblici Prandini per dare il via all'autostrada e fare i cantieri. Appena l'autostrada era finita, arrivò l'ipotesi di fare un elettrodotto. Anche allora ci dicevano che era strategico, che era indispensabile per l'economia nazionale e addirittura della Grecia. Per mitigare l'impatto ambientale di tralicci alti 70 metri posti nel mio Comune, si proponevano tinteggiature stagionali per mimetizzarli, verdi d'estate e bianchi d'inverno. So che fa sorridere, ma è per farvi capire il livello di discussione con le controparti.
La coscienza di valle allora non c'era ancora, ma cominciavano i primi contatti tra i Comuni.
Poi si cominciò a parlare di Tav, e lo si faceva dicendo che era indispensabile collegare Lisbona a Kiev, perché lo sviluppo andava verso l'est europeo, pensate che adesso, dopo 15 anni, questo è già superato, le ditte che erano andate nell'est si spostano in Cina, allora vogliamo fare arrivare il Tav fino in Cina? Uno dei pilastri su cui si basavano gli slogan dei proponenti sta crollando.
Dietro quest'opera c'è una massa impressionante di denaro, ma è solo virtuale, perché i soldi per l'opera non ci sono. Pensate che addirittura non sono previsti i rimborsi per gli espropri. O meglio viene detto che gli immobili distrutti saranno valutati al costo di mercato del momento in cui saranno spianati: pensate un po' quant'è…è logico, è zero! Pensate che le normative sul Pai (piano assetto idrogeologico) e quelle sul rumore sono restrittive addirittura per chi deve rifarsi il tetto, mentre in questo caso vengono scavalcate bellamente. E poi ancora: nel mio Comune scorrono il rio Pissaglio, responsabile di diverse inondazioni, e un canale industriale. Nelle mappe che abbiamo visto, semplicemente, non ci sono. Non sono disegnati.
Il mio Comune, Bruzolo, è talmente fortunato che fa parte di due progetti, quello della tratta nazionale e quello della tratta internazionale, perché non hanno ancora deciso bene dove finisce una e comincia l'altra, e ce la giochiamo noi e Borgone. Il fatto divertente (si fa per dire) è che i progetti sono diversi! Così si pagano due progetti, e poi sono anche diversi. Le uniche cose in comune tra i due è che il mio Comune, in sei chilometri quadri, dove già ospita autostrada, due statali, la Dora, la ferrovia normale, il canale, una provinciale, un elettrodotto, dovrebbe ospitare anche sei binari in più, un elettrodotto che alimenta due centrali, di cui una funzionante e una di riserva, le baracche degli addetti ai lavori e il sito di stoccaggio dello smarino (residuo della lavorazione della pietra amiantifera). Ma dove la mettiamo tutta questa roba?. Viene spianato tutto il territorio agricolo e anche le sei fabbriche che abbiamo.
Proposte alternative sono state fatte, ma dall'altra parte abbiamo sempre trovato il fatalismo: dobbiamo passare di qui perché la Francia vuole così."
Riprende la parola Durbiano, anche a seguito di interventi e domande del pubblico: "Se proprio dobbiamo usare tutti questi soldi pubblici, potremmo migliorare le linee esistenti. Pensate che nella Regione Piemonte ci sono ancora molte linee a binario unico. Io penso che se si realizzano infrastrutture così pesanti, poi almeno la gente dovrebbe poterle utilizzare, mi viene in mente il tunnel della Manica che a oggi è in pieno deficit.
Tenete anche conto che il nome Torino-Lione a oggi è fuorviante, perché a oggi si dovrebbe parlare più correttamente di Milano-Lione, dato che la città di Torino aveva investito sul polo di Orbassano che a oggi non è collegato al sistema, rimane isolato. Esiste un progetto, da venti anni, che con otto chilometri di bretella, si potrebbe bypassare Torino attraverso Orbassano e fare dello scalo il punto focale dell'asse Sud-Nord. È chiaro che otto chilometri di bretella costano troppo poco per le mire delle lobby…
Sappiate anche che il movimento "No Tav" non è politico, raccoglie persone di destra, sinistra e centro, addirittura ci appoggiano i parroci, anche contro i vescovi di Susa e di Torino che invece sono a favore dell'opera.
Ultima cosa: nella relazione sull'impatto che il mio Comune, Venaus, avrebbe dall'opera, c'è scritto chiaro "impatto irreversibile sul territorio".
Roberto Barbon ha poi ricordato come diverse Comunità Momtane del cuneese abbiano adottato delle delibere di sostegno alle due Comunità valsusine e ha chiesto al nostro ente di valle di fare altrettanto.
Simona Pognant ha poi ricordato come la proposta di moratoria di tre mesi (sospensione di tre mesi) chiesta dai sindaci valsusini fosse importante per far sedere infine tutti ad un tavolo, politici e tecnici, ma secondo Barbon il problema è che i politici sono totalmente succubi dei tecnici, spesso non sanno di cosa stanno parlando, si sono convinti che la cosa è giusta senza approfondire le questioni.
Rispetto al "blocco del sondaggi" con i presidi, dal pubblico una domanda provocatoria: "Ma perché non li fate fare così si scopre se davvero ci sono amianto ed uranio?". La risposta: "Noi sappiamo già che ci sono, per via di uno studio dell'Università di Siena commissionato dagli stessi proponenti. Inoltre, ci sono due questioni di metodo: i sondaggi andrebbero fatti prima del preliminare, per evitare i sprecare i soldi del preliminare stesso, ed inoltre farli in pianura non ha alcun senso perché lì si trovano ghiaia e detriti portati dalla Dora: sarebbe giusto farli in montagna, dove i nostri Comuni avevano le cave: lì sono i problemi".
A Durbiano la conclusione: "Le nostre istanze, faldoni e documenti vari, occupano un metro cubo di spazio. Le risposte pervenute sono contenute in quattro pagine formato A4, di cui una di intestazione. A voi i commenti".
Il prossimo appuntamento per parlare di Tav e per costituire un comitato spontaneo valsangonese è fissato per mercoledì 27 luglio alle ore 21 presso la sede di piazza Claretta angolo via XX Settembre.

 

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