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Recensione:
quando il “Gas di paese” aiuta la comunicazione
Sei personaggi in cerca di…una storia, una storia
d’amore che riconcilia con il mondo intero. Si può
sintetizzare così l’essenza del romanzo d’esordio di
Roberto Varrone, giavenese d’adozione, uomo dai mille
lavori, dalle tante esperienze, impegnato politicamente e
socialmente, quasi instancabile.
Il romanzo “Gas di paese” è nato un paio di anni
fa, e ha trovato la pubblicazione nel maggio di questo 2004
presso l’editore Susalibri di Sant’Ambrogio.
Il protagonista principale, Giuan, è un po’
il barbone del paese, intorno al quale girano dicerie e
pettegolezzi per la sua stramberia e soprattutto la sua
ritrosia al mondo. Si porta appresso un segreto e un senso di
colpa, per questo ha interrotto i rapporti con le altre
persone di Cegno, il piccolo paese in cui vive. La sorella
Emma ha anch’essa alle spalle un passato doloroso, e i due
fratelli vivono un rapporto di intenso affetto, che non trova
le parole per essere espresso. Gli altri personaggi sono
Norberto, il titolare dell’edicola-cartoleria del paese, il
suo amico di città Angelo e due maestre, Teresa e Luisa.
Tutti e sei hanno vissuto intensamente la loro vita, e cercato
“rifugio” a Cegno per ricominciare; tutti e sei vengono
rapiti dall’atmosfera invernale e riaprono il loro cuore
agli altri.
Questa trasformazione, che coinvolge anche gli altri
paesani, come don Cornelio, il Cavalier Foroni e suo figlio,
villeggianti, la famiglia della guardia comunale con il
piccolo Egidio, ha origine da una frana che scopre nel paese
un inatteso giacimento di gas.
Il protagonista Giuan lo usa per illuminare e
riscaldare una costruzione nuova di zecca, il “rifugio della
comunicazione”, dove chiunque trova ascolto e dove
soprattutto si sente libero di parlare, libero con i suoi
sentimenti.
È grazie a questo posto magico che le vite
dei personaggi si intrecciano, formano nuove coppie,
acquistano piano piano la consapevolezza e la maturità
necessaria a lasciarsi andare ad esprimere le proprie opinioni
e le proprie emozioni. Solo così ci si può avvicinare agli
altri.
Ma l’amore e l’atmosfera magica che si respirano
all’interno del rifugio, così come all’interno di tutto
il romanzo, sono anche rivolti all’esterno, in un amore
universale che coinvolge tutti e rischiara le giornate
invernali.
Non ci spingiamo oltre per non rovinare la sorpresa
del romanzo, che scandaglia le emozioni dei personaggi nel
profondo, facendo pervenire al lettore ogni piccolo pensiero,
dubbio, emozione e raccontando sei vite molto diverse ma
accomunate dalla voglia di sorridere.
I comprimari ed i paesaggi sono resi molto bene, con
pennellate rapide ma esaustive.
Insomma, una fiaba per adulti, da leggere proprio ora
che si avvicina l’inverno, si brama la neve, vien voglia di
ritrovarsi con gli amici al caldo, intorno al fuoco…per
parlare.
Nelle foto, la copertina del romanzo e l’autore
Roberto Varrone con il figlio Alessandro.
Elisa Bevilacqua
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