IN GIAVENO - Recensioni - Ottobre - week 43

Recensione: quando il “Gas di paese” aiuta la comunicazione 

Sei personaggi in cerca di…una storia, una storia d’amore che riconcilia con il mondo intero. Si può sintetizzare così l’essenza del romanzo d’esordio di Roberto Varrone, giavenese d’adozione, uomo dai mille lavori, dalle tante esperienze, impegnato politicamente e socialmente, quasi instancabile.

Il romanzo “Gas di paese” è nato un paio di anni fa, e ha trovato la pubblicazione nel maggio di questo 2004 presso l’editore Susalibri di Sant’Ambrogio.

Il protagonista principale, Giuan, è un po’ il barbone del paese, intorno al quale girano dicerie e pettegolezzi per la sua stramberia e soprattutto la sua ritrosia al mondo. Si porta appresso un segreto e un senso di colpa, per questo ha interrotto i rapporti con le altre persone di Cegno, il piccolo paese in cui vive. La sorella Emma ha anch’essa alle spalle un passato doloroso, e i due fratelli vivono un rapporto di intenso affetto, che non trova le parole per essere espresso. Gli altri personaggi sono Norberto, il titolare dell’edicola-cartoleria del paese, il suo amico di città Angelo e due maestre, Teresa e Luisa. Tutti e sei hanno vissuto intensamente la loro vita, e cercato “rifugio” a Cegno per ricominciare; tutti e sei vengono rapiti dall’atmosfera invernale e riaprono il loro cuore agli altri.

Questa trasformazione, che coinvolge anche gli altri paesani, come don Cornelio, il Cavalier Foroni e suo figlio, villeggianti, la famiglia della guardia comunale con il piccolo Egidio, ha origine da una frana che scopre nel paese un inatteso giacimento di gas.

Il protagonista Giuan lo usa per illuminare e riscaldare una costruzione nuova di zecca, il “rifugio della comunicazione”, dove chiunque trova ascolto e dove soprattutto si sente libero di parlare, libero con i suoi sentimenti.

È grazie a questo posto magico che le vite dei personaggi si intrecciano, formano nuove coppie, acquistano piano piano la consapevolezza e la maturità necessaria a lasciarsi andare ad esprimere le proprie opinioni e le proprie emozioni. Solo così ci si può avvicinare agli altri.

Ma l’amore e l’atmosfera magica che si respirano all’interno del rifugio, così come all’interno di tutto il romanzo, sono anche rivolti all’esterno, in un amore universale che coinvolge tutti e rischiara le giornate invernali.  

Non ci spingiamo oltre per non rovinare la sorpresa del romanzo, che scandaglia le emozioni dei personaggi nel profondo, facendo pervenire al lettore ogni piccolo pensiero, dubbio, emozione e raccontando sei vite molto diverse ma accomunate dalla voglia di sorridere.

I comprimari ed i paesaggi sono resi molto bene, con pennellate rapide ma esaustive.

Insomma, una fiaba per adulti, da leggere proprio ora che si avvicina l’inverno, si brama la neve, vien voglia di ritrovarsi con gli amici al caldo, intorno al fuoco…per parlare.

Nelle foto, la copertina del romanzo e l’autore Roberto Varrone con il figlio Alessandro.

 

Elisa Bevilacqua

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