IN GIAVENO INFORMA - Dicembre 2004

Mozambico, il racconto del viaggio di solidarietà

Venerdì 3 dicembre Fulvio Fiore presenta diapositive e racconto del suo viaggio in Mozambico. La serata si svolge a partire dalle ore 20,45 presso la sala consigliare ed è organizzata dall’Associazione “Terra e libertà”.

Interverranno inoltre rappresentanti del commercio equo e solidale.

Fiore racconterà del suo terzo viaggio in Mozambico, effettuato quest’anno tra settembre ed ottobre, prima presso l’ospedale di Alua, che è “gemellato” con quello giavenese dove egli lavora come tecnico radiologo, e poi nella cittadina di Chipene.

Fiore, accompagnato da Anna, madre della suora comboniana Marlena, ha portato medicinali, piccole attrezzature chirurgiche, presidi sanitari di varia natura e denaro per un valore di circa 22.000 euro, il tutto raccolto in Valsangone dal Comitato Pro Alua-Mozambico. Con parte del denaro si sono potuti completare i lavori nell’ospedale, principalmente i pannelli solari, le pompe  e le condutture, permettendo così di finire un lavoro iniziato nelle precedenti “missioni”, che ha portato l’acqua direttamente all’interno del nosocomio. Oltre ai due centri di salute di Alua e di Chipene, il denaro è stato utilizzato anche in altri villaggi per la costruzione di pozzi per l’approvvigionamento dell’acqua.

Fiore si è particolarmente interessato anche delle strutture scolastiche, che sono totalmente autogestite dalle comunità locali, aiutate dalle suore missionarie. Si insegna ai bambini a leggere e scrivere, tra  mille difficoltà;  dopo qualche anno, in genere lo stato si fa carico delle strutture che hanno dimostrato funzionalità, però il processo va avviato. Il tecnico giavenese, accompagnato da Enzo Aiello, suo compagno di viaggio l’anno scorso, è stato anche in diverse scuole della Val Sangone per portare la sua esperienza direttamente ai ragazzi, e si sono istituiti dei “gemellaggi” tra le classi della nostra zona ed i bambini del Mozambico.

Un altro interessante progetto è quello che vede coinvolto anche il Politecnico di Torino. Si sta cercando di progettare un macchinario semplice che possa permettere di costruire i mattoni con l’argilla rossa locale, facendo però in modo che non si sciolgano con le prime piogge. Per questo Fiore è tornato con quindici quintali di terra africana  che ora è allo studio del Politecnico che la userà per fare delle prove.

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