Mozambico, il racconto del viaggio di solidarietà
Venerdì 3 dicembre Fulvio Fiore presenta diapositive e racconto del
suo viaggio in Mozambico. La serata si svolge a partire dalle
ore 20,45 presso la sala consigliare ed è organizzata
dall’Associazione “Terra e libertà”.
Interverranno
inoltre rappresentanti del commercio equo e solidale.
Fiore
racconterà del suo terzo viaggio in Mozambico, effettuato
quest’anno tra settembre ed ottobre, prima presso
l’ospedale di Alua, che è “gemellato” con quello
giavenese dove egli lavora come tecnico radiologo, e poi nella
cittadina di Chipene.
Fiore,
accompagnato da Anna, madre della suora comboniana Marlena, ha
portato medicinali, piccole attrezzature chirurgiche, presidi
sanitari di varia natura e denaro per un valore di circa
22.000 euro, il tutto raccolto in Valsangone dal Comitato Pro
Alua-Mozambico. Con parte del denaro si sono potuti completare
i lavori nell’ospedale, principalmente i pannelli solari, le
pompe e le
condutture, permettendo così di finire un lavoro iniziato
nelle precedenti “missioni”, che ha portato l’acqua
direttamente all’interno del nosocomio. Oltre ai due centri
di salute di Alua e di Chipene, il denaro è stato utilizzato
anche in altri villaggi per la costruzione di pozzi per
l’approvvigionamento dell’acqua.
Fiore si è particolarmente interessato
anche delle strutture scolastiche, che sono totalmente
autogestite dalle comunità locali, aiutate dalle suore
missionarie. Si insegna ai bambini a leggere e scrivere, tra
mille difficoltà;
dopo qualche anno, in genere lo stato si fa carico
delle strutture che hanno dimostrato funzionalità, però il
processo va avviato. Il tecnico giavenese, accompagnato da
Enzo Aiello, suo compagno di viaggio l’anno scorso, è stato
anche in diverse scuole della Val Sangone per portare la sua
esperienza direttamente ai ragazzi, e si sono istituiti dei
“gemellaggi” tra le classi della nostra zona ed i bambini
del Mozambico.
Un altro
interessante progetto è quello che vede coinvolto anche il
Politecnico di Torino. Si sta cercando di progettare un
macchinario semplice che possa permettere di costruire i
mattoni con l’argilla rossa locale, facendo però in modo
che non si sciolgano con le prime piogge. Per questo Fiore è
tornato con quindici quintali di terra africana
che ora è allo studio del Politecnico che la userà
per fare delle prove.
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